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la calotta interna di un casco moto
Come è fatto un casco da moto? La calotta interna (parte 2)
31/10/2017

Come è fatto un casco da moto? La calotta esterna (parte 1)

la calotta esterna di un casco moto

Il casco viene progettato e costruito per assorbire energia durante un impatto.
Difatti, se non dovesse farlo, l’energia verrebbe assorbita completamente dalla testa dell’utilizzatore, con conseguenze decisamente gravi.

Come è fatto un casco?

Quali sono le sue componenti?
Che funzioni hanno?

La calotta esterna

La sua funzione principale non è assorbire l’energia creata dall’impatto, ma cercare di distribuirla su tutta la superficie, in modo da proteggere anche gli altri componenti interni.
Per essere definite buone calotte, devono essere leggere e resistenti.
Può essere costruita con fibre composite oppure materie plastiche.

Quali sono le differenze?

Con fibre composite si intende fibre di vetro, fibre aramidiche, dyneema, carbonio; le calotte possono essere realizzate in mono composito (solo con fibre di vetro) oppure mescolando quest’ultime con le altre, creando così bi composito e tri composito.
Successivamente queste fibre vengono amalgamate fra loro con delle speciali resine termoindurenti per renderle solide e resistenti.

Invece per stampare calotte in materie plastiche si usano il policarbonato che è migliore a livello di assorbimento degli urti e l’ABS, acronimo dei tre monomeri di base utilizzati: acrilonitrile, butadiene, stirene.
Sono più soggette agli sbalzi di temperature rispetto alle altre in fibre composite, ma non meno sicure ovviamente.

Le calotte in fibre composite hanno una lavorazione più lunga, complessa e costosa (causa materie prime utilizzate), perciò saranno anche più alte come prezzi. Ricordate però che prezzo-sicurezza non vanno di pari passo.

La calotta esterna è solo uno dei tanti componenti del casco e va assimilata con tutti gli altri per dire con più certezza se il casco “funziona” e quindi è sicuro, oppure no.

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